# LA VITTORIA DI QUSEIR ED IL VASO ISLAMISTA DI PANDORA

LM - IL VASO ISLAMISTA DI PANDORA (2013 07 14) IT 1

Circa l’articolo di Luc MICHEL

« JIHADISTI BELGI: OLTRE LO SCANDALO »

Di Erminia Scaglione / 2013 06 11 /

http://www.stampalibera.com/?p=63986

Catturati insieme ai terroristi  molti ufficiali belgi, olandesi, francesi, britannici …

Obama rovescia il tavolo di gioco e con il pretesto delle armi chimiche promette il blocco aereo  e il sostegno diretto e pesante ai terroristi. In pratica gli Usa entrano in guerra  a fianco dei terroristi, E’ il preludio di una drammatica escalation in stile libico. Intanto in Italia la stampa unita e la ministra degli esteri, con l’aiuto della presidente del parlamento,  garantirà l’italica obbedienza ed il nostro contributo bellico. Ndr

INTRODOTTO DA ERMINIA SCAGLIONE

(11 GIUGNO 2013):

Avevamo già parlato nel precedente articolo [1] dei cittadini Belgi che parlavano in fiammingo durante una decapitazione di un anziano sciita e del video sequestrato dalla procura Belga nel quadro dell’inchiesta sul gruppo Sharia4 Belgium.

Vi propongo quindi una parte di questo interessante articolo di LUC MICHEL di cui ho tagliato la prima parte per non essere ripetitiva, (questo perché essenzialmente riportava l’argomento già trattato), ma di cui ho tradotto il resto, perché ci fornisce una fondata spiegazione, sia del perché della presenza di cellule jihadiste sul territorio europeo e la loro manipolazione da parte dei servizi e della Nato ( di cui i nostri governi sono complici cornuti e contenti ), che un quadro esaustivo alla luce di importanti elementi emersi in conseguenza della vittoria dell’esercito siriano affiancato da Hezbollah a Quseir, le cui conclusioni sono lucide e aderenti, anche se per qualcuno ( non per me ) possono sembrare sconvolgenti.

Buona lettura…

L’ARTICOLO DI LUC MICHEL /

TRADOTTO DA ERMINIA SCAGLIONE:

“A Quseir,  sono stati catturati ufficiali belgi, olandesi, francesi, britannici” – ce lo rivela il deputato libanese Assem Qanso (su Al Nachra) (…)

Ebbene oggi si scopre che questo non è altro che l’ultimo episodio del feuilleton dei “Jiadisti Belgi” che sta sconquassando il regno. L’episodio infatti fa parte di un enorme dossier sui Jiadisti europei partiti per la Siria, per combattere nei ranghi dell’ASL. Sono circa un centinaio di cittadini belgi, molti di questi giovani, e una parte di loro fiamminghi e Bruxellois D.O.C. convertiti all’Islam, secondo Bruxelles, e meno di un migliaio di cittadini dell’Unione europea secondo la NATO. In realtà sono tra i 6000 o 7000 – tra cui sicuramente 800 sono belgi – secondo le nostre fonti siriane e libanesi.

Ma il vero scandalo dietro questa dichiarazione della stampa è che a Quseir, sono stati catturati molti ufficiali belgi, olandesi, francesi e inglesi

Ma il vero scandalo, quello a cui nessuno accenna a Parigi o a Bruxelles non sono i jihadisti, salafiti e altri spostati di Sharia4Belgium partiti per la Siria. Ma che questi bei tomi erano lì sotto la supervisione di ufficiali delle forze speciali della la NATO, tra cui per l’appunto proprio gli ufficiali belgi e olandesi arrestati.

Secondo il quotidiano libanese Al Nachra, (in un articolo della fine maggio 2013), titolato: – INFORMAZIONI SCIOCCANTI  ACCURATAMENTE OCCULTATE DAI MEDIA DELLA NATO – che cita un membro del parlamento libanese:

“Ufficiali francesi, inglesi, belgi, olandesi e qatarioti sono stati arrestati durante gli scontri a Quseir mentre la morsa dell’esercito continua a stringersi attorno ai terroristi di Al Nosra “.

Assem Qanso [2], un membro del Partito Socialista Ba’aths libanese [3] che fece allora questa confidenza a Al Nachra, aggiunse che “il numero di ufficiali stranieri ammontano ad alcune decine. Il leader di Al Nosra Abu al Walid è stato ucciso mentre combatteva assieme e a braccetto con questi ufficiali stranieri … 36 villaggi della periferia di Quseir sono stati liberati e l’esercito arabo siriano è riuscito in due giorni di combattimenti a pulire la zona a nord ovest della città, il che significa che le linee di approvvigionamento di Al Nosra che partono da Arsal e Homs sono completamente fuori gioco “. Secondo questo deputato libanese di spicco, alcune migliaia di terroristi si sono arresi e tra questi figurano circa 18 libanesi, tutti i sostenitori dello sceicco Salem Al Rafaï, il religioso salafita libanese, che sono stati arrestati. In questo resoconto sono compresi anche i salafiti libanesi uccisi o arrestati. “Ogni famiglia libanese che ha mandato suo figlio al fronte per la lotta contro la Siria ha ricevuto 50.000 dollari in compenso.” Il deputato  dichiarò anche preoccupato del rientro di decine di combattenti salafiti in Libano. “Il Libano non può tollerare per sempre questi elementi sul suo territorio, soprattutto quando questi sono uomini equipaggiati con armi e munizioni”.

* Ma che fanno tutti questi belgi e olandesi in Siria?

Perché proprio dei belgi e degli olandesi? La risposta è facile ed è proprio perché il grande contingente di jihadisti provenienti dall’UE proviene dal Belgio e soprattutto dalle Fiandre. E questi giovani senza educazione scolastica che non parlano neanche l’arabo, si esprimono solo in olandese.

Si capisce meglio quindi anche  l’improvvisa moderazione in termini di interventismo belga durante l’ultima riunione dell’UE a Bruxelles a fine maggio. A Bruxelles, il 27 maggio, in cui le 27 nazioni dell’UE hanno esaminato effettivamente la questione della revoca dell’embargo sulle armi da destinare alla “pseudo opposizione siriana”. Stabilito due anni fa, l’embargo europeo, che comprendeva anche le armi, è scaduto a fine maggio. Londra, il cavallo di Troia degli Stati Uniti in Europa, ha sostenuto il diritto di agire autonomamente per aiutare l’opposizione siriana. Parigi ha appoggiato questo ricatto. E i moderati hanno accettato.

Sorprendente no? O meglio forse affatto, a questo punto, Il Belgio passa dalla barricata dei bellicisti  a paese moderato. Mentre il ministro belga degli Esteri Reynders che era uno dei cani rabbiosi dell’asse UE-NATO pronto con la bava alla bocca a scagliarsi alla bisogna contro Damasco, ecco che improvvisamente diventa molto moderato. Sarà forse perché in effetti, d’ora in poi sarà costretto a negoziare con Damasco per il rientro dei suoi ufficiali??? …

* Quseir nido di Barbouzes

Quseir, che era la base principale sia del sedicente ESL e del Fronte al-Nosra (al-Qaeda in Siria), città strategica tra Damasco, la parte del paese Alawita ed il nord del Libano, è stato anche un “nido di spie”. A parte le forze speciali della NATO arrivate per istruire ed inquadrare strategicamente i jihadisti della coalizione Nord-Atlantica, vi erano anche fianco a fianco i “barbouzes” (termine gergale per indicare gli agenti dei servizi speciali francesi, in questo caso agenti segreti), dell’IDF e del Mossad.

“Le forze speciali dell’esercito sionista sono entrati a Al Quseir non appena i terroristi di al Nosra e dell’ESL sono stati circondati da soldati dell’esercito nazionale”, scrive ancora il giornale Al Khabar . “Le forze speciali israeliane che arrivano espressamente a sostegno dei terroristi di Al Nosra hanno attraversato il confine dal lato libanese e cercano di impedire l’avanzata delle truppe dell’esercito siriano “.

È stato davvero questo un tentativo palese di ingerenza straniera sul campo per evitare la vittoria dei lealisti a Quseir, (liberata poi dai ratti e dai loro supporters della Nato ed israeliani il 6 giugno), e prosegue il giornale: “Al Quseir è la base principale dei terroristi che operano contro lo Stato e l’esercito siriano. È una città che entra nella sua quinta settimana di assedio da parte delle forze dell’esercito nazionale. E se l’esercito siriano è riuscito a entrare nella città, una delle principali arterie di rifornimento di armi e uomini dei terroristi sarà tagliata fuori, con il conseguente rischio, per loro, di mettere completamente fuori gioco tutto il fronte terrorista Al-Nosra “.

* Il gioco vizioso della NATO con gli islamisti radicali

Ma torniamo ai nostri jihadisti fiamminghi del Belgio.

Per capire, dobbiamo addentrarci in un dossier, che puzza di marcio, che illustra tragicamente la politica schizofrenica della NATO verso gli islamisti radicali, che si rivela completamente incoerente … Questi ultimi sono denunciati a Bruxelles o Parigi per attività terroristiche. Combattuti invece in Afghanistan. Tuttavia gli stessi sono finanziati e armati come alleati da fanteria  coloniale della NATO in Libia, in Siria, in Mali, o anche nel Caucaso contro la Russia.

Di tutto questo papocchio si stanno già pagando le conseguenze in Afghanistan e in Mali con il sangue versato di giovani europei, consegnati al Moloch Yankee per combattere una guerra neo-coloniale, che è essenzialmente una guerra contro la Gran Europa!

Il fatto stesso che il gruppo salafita e criminale “Sharia4Belgium” sia solo un ramo di una serie di filiali di una rete islamista – con sede a Londra, “Sharia4UK” – che è diffusa capillarmente in tutta l’UE, ci illustra quanto questo gioco sia perverso!

* A lungo tollerato dalla polizia politica belga e della NATO …

E nel caos  generato dalle “notizie che hanno avuto origine dalle sommosse islamiche a Bruxelles della primavera del 2012,  leggiamo che “Durante la stessa serata del 31 maggio, c’è stata una rivolta che ha avuto luogo davanti il commissariato della polizia di Molenbeek (uno dei 19 comuni di Bruxelles) di rue du Facteur dopo che Shariah4Belgium, un movimento radicale islamico (…) ha fatto appello ad atti protesta. Nei giorni successivi a questi due eventi, le vie del comune Bruxelles erano teatro di agitazioni islamiste. Un estremista musulmano parigino ha anche accoltellato due agenti di polizia nella stazione della metropolitana Beekant “scriveva  allora “La Libre Belgique”.

Ma la cosa più abominevole è che dopo aver ricevuto una pubblicità a dir poco indecente su tutti i media belgi/yankees, TV incluse, Sharia4Belgium si è successivamente rivelata uno dei principali canali di reclutamento jihadisti in Siria …

“La magistratura”- afferma La Libre Belgique – “che sapeva che i membri attivi di Sharia4Belgium erano in Siria, sin dallo scorso agosto, ha a lungo sospettato che alcuni di loro avessero preso parte a esecuzioni, la Procura federale aveva detto che dopo l’arresto di Fouad Belkacem (il leader del gruppo scissionista islamico) del 16 aprile: “Queste reclute sarebbero arrivate in Siria per aggiungersi ai gruppi di combattenti di matrice jihadista salafita ispirati da Al Qaeda” – aggiungendo che – “Era a loro noto che gli stessi partecipassero attivamente a combattimenti,  e persino al rapimento e all’esecuzione di coloro che questi ultimi chiamano “infedeli”. E che questa convinzione si basava sui riscontri ottenuti da intercettazioni telefoniche (…) che indicavano che il gruppo aveva decapitato un uomo che era stato inizialmente rapito per ottenere un riscatto”.

* Come nel Sahel, l’onda jihadista della dell’UE risponde al perfido segnale di USA e della NATO.

Il grilletto dell’attivismo terroristico jihadista nel Sahel e nel Maghreb così come in l’Europa è infatti la risposta ad un segnale forte, ed estremamente irresponsabile, dato da più di due anni da parte degli USA e della NATO: la collaborazione dei servizi speciali della NATO, ed in particolare la CIA, dei francesi e gli inglesi, con i leader di al Qaeda e dell’AQMI, il ramo nordafricano, in Libia, Siria ed Algeria dell’estremismo islamico.

Non si enfatizzerà mai troppo il nostro discorso ricordando che la visione, ad esempio emblematica un ex detenuto di Guantanamo, tal Abdelhakim Belhadj, fregiato da generali della NATO, con i francesi in testa , del titolo di “governatore militare di Tripoli” nel mese di agosto 2011, sia uno più dei perfidi segnali dato a tutti i jihadisti. A questo proposito sarebbero da rileggere le dichiarazioni deliranti dei generali della NATO francesi ai tempi della presa di Tripoli nell’agosto del 2011 …

Lo stesso Abdelhakim Belhadj è stato poi incaricato della missione contro Damasco nel novembre del 2011, e messo a capo di una brigata in Siria, con sede in Turchia, e i cui campi di formazione sono stati organizzati specificatamente in Libia con la benedizione del CNT dei suoi protettori della NATO.

* Lo scenario del diavolo

Gli Stati Uniti, la NATO e in particolare la Francia pagano in contanti il prezzo intero dello scotto di questa politica irresponsabile ed avventurista.

E questo è solo l’inizio. I jihadisti hanno il vento in poppa, ora hanno staffette forti e governi solidali in Libia, Egitto, Tunisia e Marocco. Paesi in cui i salafiti e i Fratelli Musulmani ormai dominano la politica interna. Sempre sotto la protezione dei generali “arabi” protetti degli Stati Uniti e dalla NATO.

A questo si aggiungono il saccheggio degli arsenali libici da parte dei “katibas” jihadisti del CNT e la vendita da parte dei leader corrotti del Cnt libico di un impressionante arsenale all’AQMI, avvenuta proprio all’inizio del colpo di stato in Libia del Marzo-Maggio 2011, ( compresa la vendita di missili, come esposto all’epoca, dall’inchiesta le canard enchaîné, a Parigi).

Senza dimenticare anche l’episodio della Repubblica Centrafricana, dove gli  occidentali, apparentemente affatto turbati dai disastri libico e del Mali hanno riprodotto lo stesso scenario maledetto, lo scenario del diavolo, istallando al potere Seleka e i suoi fondamentalisti islamici, attraverso la costituzione di un neo CNT[4].

Si capisce dunque meglio il termine di potere di “transizione” installato in Centrafrica – che Parigi avrebbe potuto spazzare via senza problemi – perché questo neo CNT è ispirato al CNT libico di Bengasi …

Dietro questo scenario del diavolo, c’è il progetto geopolitico americano, quello del neocon di Bush riattivato da Obama, detto del  “Grande Medio Oriente”. Che diventa sempre più grande e di cui l’Africa, dopo i disastri della ingerenza politica della Nato è diventata il cortile di casa. E in questo “Grande Medio Oriente”, rimodellato che è il suo obiettivo geo-strategico, sta lo scopo non celato del controllo dell’Eurasia, la chiave principale per un “XXI secolo di colonialismo d’America.” In questo progetto, la tattica è semplice ed è sempre la stessa: combinare in uno stato debole o anche frammentato il potere militare con le forze islamiste, entrambi acquisti proficui per una politica di economia liberale, (la prima caratteristica infatti, dei Fratelli Musulmani, ad esempio, è la loro ostilità assoluta al socialismo).

Ma per raggiungere questo obiettivo, è ovviamente necessario anche allearsi con il diavolo jihadista!!!

* La schizofrenia criminale degli USA e della NATO a Bruxelles

La politica americana e dalla NATO, di cui la Francia di Sarkozy e Hollande – che hanno seppellito in pochi anni la politica del generale De Gaulle, sia livello europeo, che arabo – reintegrati nell’alveo della NATO è quella dell’allievo buono e servile, che può essere descritto come uno schizofrenico. Ogni giorno dei giovani soldati vengono uccisi in Afghanistan, in Iraq e in in Mali per combattere i jihadisti.

Che per altro sono anche stati in precedenza armati e organizzati come il loro principale alleato, in Libia o la Siria. Non si tratta solo di incoerenza, questo è cinismo …

Questa stessa schizofrenia, riguarda anche i servizi speciali della NATO. Cosìcome  le filiali di Sicurezza Interna dei Servizi francesi, britannici, e belgi, che devono seguire i jihadisti ed altri salafiti in Europa, e che devono farlo guardando stralunati i loro colleghi delle filiali dei Servizi Segreti all’estero e  del Servizio Operativo che hanno addestrato ed armato gli stessi islamisti in in Libia, oppure che continuano ancora a farlo contro la Siria. In particolare ricordo gli gli agenti segreti francesi che hanno organizzato le forniture di armi alle brigate Zintan e di Tripoli nel giugno 2011, prima di restituire la capitale libica al loro leader Abdelhakim Belhadj.

Dall’analisi di tutto questo inghippo si capisce perché proprio ufficiali belgi, olandesi, francesi, britannici, sono stati catturati a Quseir …

Questa la schizofrenia riguarda anche l’intera classe politica belga-fiamminga (con l’eccezione di repubblicani fiamminghi). Ma anche i giudici, e le élite della polizia. Che cosa possiamo aspettarci quando il portavoce del procuratore federale belga, responsabile della lotta al terrorismo, osa dichiarare che (16 aprile 2013): “Il procuratore federale ha sottolineato l’importanza di combattere le strutture di reclutamento e i gruppi che permettono ai giovani belgi di recarsi a combattere in Siria. Ma che tuttavia, precisa che non si deve fare di tutta l’erba un fascio di  tutti i giovani partiti in Siria , e lo fa, sottolineando che alcuni cercano di proteggere la popolazione civile (sic) e  di rovesciare il regime e sostituirlo con uno stato democratico (resic) ” ?

Luc MICHEL

Tradotto ed introdotto da Erminia Scaglione

Version française originale :

FOCUS / DJIHADISTES BELGES : AU-DELA DU SCANDALE, LA SALE GUERRE DE L’OTAN ET DE LA BELGIQUE AU PROCHE-ORIENT

http://www.syria-committees.org/luc-michel-focus-djihadistes-belges-au-dela-du-scandale-la-sale-guerre-de-lotan-et-de-la-belgique-au-proche-orient/_______________________

[1] http://andreacarancini.blogspot.it/2013/06/erminia-scaglione-cittadini-belgi.html

[2] Assem Qanso (anche scritto Assam Ghansou) (nato a Baalbek nel 1937) è un politico musulmano libanese, leader del partito Baath in Libano. Ha completato gli studi di ingegneria in Jugoslavia (1963, mineralogia e geologia) e poi in Romania (petrolchimica e  geologia).Si è unito al Ba’ath libanese nel 1953. Durante la guerra in Libano, il ramo libanese del partito si è diviso in due gruppi ostili tra loro: il siriano Baath e  il Ba’ath iracheno. Qanso è risolutamente un baathista pro-Siria. Qanso è stato un fiero oppositore della pseudo “Rivoluzione dei Cedri”. Non verrà rieletto al parlamento libanese, nel 2005. Non deve essere confuso con Ali Qanso, capo del PartitoNazional-Socialista Siriano (SSNP).

[3] Il partito socialista Baath Arabo, fondato nel 1956, è il ramo del partito Baath siriano in Libano. Fayez Chkor, capo del partito socialista arabo Baath in Libano, e  Assem Qanso sono i due leader di partito.Si segnala inoltre il fronte elettorale e politico che unisce anche gli Hezbollah in Libano, al ramo libanese del partito socialista arabo Baath e ai loro alleati musulmani cristiani progressisti e nazionalisti. C’è anche un partito Ba’ath iracheno, con un ramo libanese, eredità della rivalità  suicidaria tra le due  capitali baathiste  Damasco e Bagdhad.

[4] Cfr. Luc MICHEL, SELEKA ET CRISE EN CENTRAFRIQUE: LE DESSOUS DES CARTES  http://www.palestine-solidarite.org/analyses.Luc_Michel.150413.htm

LM - IL VASO ISLAMISTA DI PANDORA (2013 07 14) IT 2

This entry was posted in * Italiano, * LM/ Regards sur mes combats/ Looks on my fights, * LM/ Reprises internationales/ International reissues. Bookmark the permalink.

One Response to # LA VITTORIA DI QUSEIR ED IL VASO ISLAMISTA DI PANDORA

  1. Pingback: # LA VITTORIA DI QUSEIR ED IL VASO ISLAMISTA DI PANDORA | THE JAMAHIRIYAN RESISTANCE NETWORK – MEDD-RCM – ELAC – ALAC